Mi piace pensare alla nostra storia di vita come ad un puzzle incompleto i cui pezzi possono essere ricomposti quando si è predisposti a vedere il quadro d’insieme.
Perché? Le ragioni possono essere molte e diverse per ciascuno di noi. Ma ciò che ci accomuna non potrebbe forse essere la paura di guardarci dentro?
Sono Chiara Filipponi, psicologa clinica e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico.
Mi sono laureata con lode in Psicologia Clinica e Neuropsicologia nel Ciclo di Vita presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Il mio percorso si è poi approfondito attraverso un dottorato di ricerca in Medicina Umanitaria, con focus su dolore cronico e cancro, svolto presso la Scuola Europea di Medicina Molecolare (SEMM), in collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e l’Università degli Studi di Milano. Questa esperienza mi ha portata a conoscere più da vicino l’impatto psicologico della malattia oncologica sulla persona e sulla famiglia.
Mi sono infine formata in psicoterapia presso la Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica (SPP) di Milano. Oggi accompagno adolescenti e adulti in percorsi di supporto psicologico e psicoterapia, offrendo uno spazio di ascolto e comprensione orientato alla conoscenza di sé e alla cura della sofferenza emotiva.
Di cosa mi occupo?
Mi occupo di psicopatologia dell’età adolescenziale e adulta, dell’impatto delle malattie organiche sulla qualità di vita della persona e delle dinamiche relazionali e di coppia. Ho maturato esperienza clinica presso il Servizio di Psicologia Clinica dell’Ospedale San Gerardo di Monza, il Servizio di Psiconcologia dell’Istituto Europeo di Oncologia e in ambito scolastico.
Con quale tecnica?
Il mio orientamento è psicodinamico-psicoanalitico, in linea con la mia formazione accademica e con il percorso di specializzazione presso la Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica (SPP).
Nel lavoro clinico integro tecniche psicodinamiche e psicoanalitiche con approcci cognitivi di terza generazione. Ogni intervento viene modulato in base ai bisogni della persona, alla sua sofferenza e al momento che sta vivendo.
Mi piace pensare all’incontro con l’altro come unico e irripetibile, e per questo ogni intervento viene concepito nello stesso modo. Ogni individuo è diverso dall’altro, così come la relazione che si crea tra due menti non può essere replicata. È in questo spazio unico e condiviso che nasce la possibilità di conoscersi, crescere e trasformarsi insieme